Sondino senza sondino

Le diete chetogeniche fino a qualche anno fa erano conosciute solo nell’ambiente del fitness e del body-building. Poi hanno iniziato a conquistare i Vip e, dopo i primi lampanti successi da copertina, a spopolare anche fra la gente comune. Promettono di riconquistare (e mantenere) la linea senza senza sacrificare tenuta muscolare e tonicità.

Sono, le diete chetogeniche, croce e delizia di chi vuole di recuperare la forma perduta in tempi brevi senza affidarsi ai classici regimi ipocalorici.

Ma le diete chetogeniche funzionano?

Decisamente sì, ed è proprio questo il segreto del loro successo. Basate su protocolli individuali e rigorosamente personalizzati, che tengono conto non soltanto dell’obiettivo desiderato ma anche dell’equilibrio generale dell’organismo, fondano la propria efficacia sul meccanismo della chetosi.

Riducendo l’apporto glucidico dell’alimentazione e restringendo contestualmente il carico calorico complessivo, il corpo si trova a dover reperire le energie necessarie non più dai carboidrati, bensì dalle riserve di lipidi già accumulate. Il risultato?

Un dimagrimento veloce e mirato, che intacca proprio le rotondità più antiestetiche e che, per effetto della produzione di chetoni, innalza il tono dell’umore e riduce naturalmente il senso di fame.

Vantaggi accattivanti, che si coniugano con l’estrema praticità del metodo e la soddisfazione di risultati visibili in tempi rapidi: bastano infatti poche settimane per perdere peso, centimetri e taglie, con una duplice gratificazione sia estetica che psicologica.

Attenzione però… le diete chetogeniche hanno delle controindicazioni. Nonostante i risultati incoraggianti si tratta di regimi alimentari squilibrati, che non possono essere seguiti a lungo e che escludono tassativamente l’opzione del fai-da-te. Il rischio a medio termine, oltre allo sviluppo inevitabili carenze nutrizionali, è quello di danneggiare fegato e reni a causa del sovraccarico di lavoro richiesto per metabolizzare proteine e grassi. Fondamentale, inoltre, idratarsi adeguatamente per favorire lo smaltimento dei chetoni e combattere la loro azione ossidante con un’integrazione a base di vitamine e oligoelementi. E, soprattutto, massimo rigore nella fase di ritorno a un’alimentazione sana e completa: la reintroduzione dei carboidrati deve essere graduale e progressiva, per evitare il recupero del peso perduto e scongiurare il rischio del deleterio effetto yo-yo.

Per maggiori informazioni sulla dita del sondino senza sondino (dieta chetogenica) scarica il documento allegato:

Info dieta chetogenica.pdf (484704)